Tornano i ricordi

In questo momento di forzato semi-isolamento casalingo a causa del Coronavirus (tutti noi dobbiamo fare la nostra parte anche se ci sentiamo bene) ho deciso di sistemare dei documenti dimenticati in qualche angolo con il solito pensiero: “dopo li sistemo” così ho riesumato uno scatolone con la sibillina frase, scritta a pennarello in tempi dimenticati, “Da conservare” e ho passato pazientemente foglio per foglio finendo con l’eliminare circa l’80% del contenuto.

Fra i ritrovamenti preistorici ho riesumato un vecchio quaderno ritrovando all’interno un foglio scritto a mano e a matita che voglio ricopiare perché mi sono ritrovata a ridere come una sciocca immaginando la situazione descritta. Già allora mi piaceva ironizzare sulle cose.

Lo scenario è il mio ufficio durante il mio primo impiego in un centro di elaborazione dati e, per ovvie ragioni di privacy, ho modificato i nomi dei “protagonisti”. Avevo 24 anni.

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ore 18,32

Ho comprato questo quaderno perché desideravo avere qualcosa di carino, poi ho deciso di usarlo come “quaderno idee” infatti scriverò tutto ciò che mi passa per la mente, qualsiasi cosa, per fermare nel tempo ciò che è il mio pensiero.

Sono in ufficio, è ormai finita la giornata lavorativa, finalmente un po’ di calma, il rag. Filini passa avanti e indietro, Silvia e Lucio sono impegnati con il registro IVA di Bergomi che, come ogni trimestre, ha il solito problema relativo alla chiusura IVA,  vorrebbe infatti  sempre dichiarare 1/1000 di quello che guadagna realmente figurando di essere il più pezzente dei pezzenti, non vuol sentire ragioni sul fatto che non è possibile e che l’IVA la deve pagare. Bah!

Oggi in ufficio ho sperimentato un deodorante comprato da Udilio, (nota profumeria di Parma che tutti conoscevano ndr) che ha un prezzo spaventoso (9400 lire) e che doveva servire per dare un aspetto “odorabile” a queste stanze oscenamente puzzolenti. Solo che il risultato non è proprio quello che desideravo, infatti una invisibile spruzzatina di questo mostruoso intruglio (buonissimo ma profumatissimo) conferisce all’ufficio una vaga aria da Casa di appuntamenti così, con un poco di fantasia, la Silvia risulta essere una specie di “entreneuse” Lucio un bocconcino per “gusti particolari” ed io, che ho un ufficio tutto per me “merce di lusso” quindi sarà meglio evitrarne l’uso perchè non riesco proprio ad immaginare il Dott. Siepe che riceve i suoi “clienti” vestito da “coniglietta” ed il Rag. Filini che, naturalmente alla Cassa, conta i lauti guadagni, anche se questa ultima ipotesi non stona nemmeno troppo.

Ora smetterò di scrivere perchè se mi beccano e leggono quello che ho scritto… e anche perché sono quasi le 19. Vado a casa.

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Purtroppo a voi tutto questo scenario dirà poco perché non conoscete i protagonisti ma vi assicuro che se qualche ex collega si riconoscesse non potrebbe che ridere dei miei pensieri di allora.

Mi risulta poi significativa la frase “per fermare nel tempo ciò che è il mio pensiero” perché, di fatto, è esattamente quello che è avvenuto. Ritrovare tanti anni dopo questo scritto mi ha fatto tornare ai mei 24 anni e il ricordo è dolce e buono e confortante in questo momento un po’ particolare della mia e della nostra vita.

Scrivete, scrivete più che potete i vostri pensieri, vi scalderanno quando ne avrete bisogno.

Parola di Zeta

 

 

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