Moriremo tutti… ma di paura

Quale risultato abbiamo ottenuto con provvedimenti restrittivi in ogni luogo?
Che all’estero l’immagine che passa è di un paese deserto, con affollamenti ai supermercati come per un rischio nucleare e tutti con le mascherine.
I media ci hanno fatto questo favore. Gli altri paesi ci stanno mettendo in quarantena. Siamo diventati un paese “pericoloso”.
La peste del 2020.
L’untore alla fine si è scoperto essere un ospedale dove non sono stati isolati per tempo i primi casi permettendo la circolazione degli infetti senza alcuna quarantena.
Il paziente 1 poi ha girato mezza Italia e frequentato decine e decine di persone prima di essere ricoverato.
Il virus era conosciuto da mesi e si è persa l’occasione per bloccarne immediatamente la diffusione, dovevamo essere protetti e tutelati ma ci siamo ritrovati nel caos e nel panico. Tutto è sfuggito di mano. E pare sfuggito di mano anche il controllo della epidemia. Regole ferree all’eccesso in taluni casi, regole inesistenti per altre situazioni. Molto “fai da te”, ognuno tira a campare nella confusione, saccheggia supermercati, si chiude in casa o gira senza criterio da zone con ammalati a zone senza segno di malattia diventando un possibile veicolo.
Sono certa che il virus circola da un po’, molte persone si saranno ammalate e saranno guarite senza grossi problemi convinte di avere una normale influenza, adesso i controlli ovviamente rivelano la presenza del virus in modo massiccio. Temo che se controllassero a tappeto persone di altri paesi succederebbe la stessa cosa.
Viene emesso un decreto con possibili provvedimenti restrittivi al massimo e contemporaneamente ho avuto notizia di regioni dove è stata ordinata la chiusura delle scuole poi ritirata perché ritenuta non necessaria.
Tentativi di minimizzare il rischio ma solo dopo aver scatenato il panico collettivo. Credo che dovrebbero spiegarci molto chiaramente che un contagio massiccio non potrebbe essere gestito dalle normali strutture ospedaliere e che dobbiamo evitare i contatti proprio per rallentare il più possibile i contagi e “spalmarli” in un tempo più dilazionato per essere gestiti. Perché, parliamoci chiaro, noi non saremmo in grado di costruire un ospedale in 10 giorni come è successo in Cina.
Adesso è la responsabilità personale che ci deve obbligare a seguire le ordinanze minimizzando il rischio per noi e per chi ci sta vicino o ci frequenta. Non è un gioco.
Io non ho paura ma vorrei tanto tornare ad una vita normale.
Soprattutto vorrei regole chiare perché al momento stiamo solo morendo… ma di paura.

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